Breaking The Angle Against The Tide – Craft Spells

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Ve li ricordate i Craft Spells? Noi sì e il loro delizioso dream-pop riecheggia ancora nelle nostre teste.
La band californiana, dopo l’ottimo debutto del 2011 con Idle Labor – album di un dolce dream-pop contaminato da atmosfere dark-wave e tutto scandito da synth e melodiosi giri di chitarra – torna a sorpresa con il primo estratto dal nuovo lp che porterà il nome di Nausea ed uscirà il 10 Giugno sempre per l’ottima Captured Tracks.
La traccia in questione è Breaking The Angle Against The Tide: una leggere coltre di nebbia cela vocalità sussurrate, sfuggenti ma ipnotici synth e una rigenerante melodia tutta da godere.
Un’altra (speriamo) bella uscita che potrà andare a braccetto con l’afa estiva.

Mari

So Now You Know – The Horrors

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Dopo I See You, primo estratto dal nuovo lp degli Horrors – Luminous – in uscita il 5 Maggio, arriva il secondo pezzo: So Now You Know che conserva tutta l’atmosfera danzereccia, ma in una declinazione onirica, condensandola in una spirale di fluttuanti synth e pop da singolone per le radio.
Staremo a vedere.

Mari

Memory Loss – The Snow

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Tre tra i frontman più in voga uniti in un’unica band: The Snow. Jack Tatum alias Wild Nothing, Andreas Lagerström degli Holograms e Dustin Payseur dei Beach Fossils hanno dato alla luce il primo singolo della loro superband: Memory Loss, che verrà rilasciata insiema alla b side – Joy Of Life – in occasione del Record Store Day, vede sovrastare la profonda e “Smith-iana” voce degli Holograms su un’eterea base a mezz’aria che rispecchia indubbiamente l’estetica di Jack Tatum.

Mari

Cloud Nothings – Here And Nowhere Else

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Eccoci alla resa dei conti con una tra le nostre più attese uscite del 2014: Here And Nowhere Else dei Cloud Nothings.
Chi segue la band di Cleveland avrà ormai ben chiara la trasformazione, per alcuni in senso evolutivo per altri no, maturata passando da Turning On – quando i Cloud Nothings erano solo Dylan Baldi – passando per l’omonimo e primo ufficiale lp fino ad Attack On Memory di cui abbiamo ancora memoria fresca. A me è piaciuto tutto.
Come si porrà questo nuovo lp? Ritorno agli inizi, proseguimento sulla scia “noise emo-post hardcore” o compromesso?

Posso dire quello che penso io: Here And Nowhere Else è un concentrato di punk, un punk che se nelle prime pubblicazioni della band era elaborato in chiave pop, qui viene “appesantito” e la componente “heavy” e “scream-ata” di Attack On Memory la ritroviamo proprio in questo; un mix quindi tra passato più remoto e passato più prossimo che porta ad un mood travolgente, furioso, oscuro.
Il giro in giostra viene aperto perfettamente da Now Hear In, perfetto esempio di quanto appena detto assieme a tutte le altre tracce vista la forte coerenza e compattezza dell’album: Quieter Today alterna momenti più tirati e urlati a momenti più melodiosi per condurci ad un finale scrosciante di percussioni&chitarra, Psychic Trauma – l’ottimissimo secondo estratto e forse pezzo migliore dell’album con i suoi coinvolgenti cambi di ritmo e coda concitatissima – che ancora mi risuona in testa dal momento del rilascio, Just See Fear più “morbida” e melodica inizialmente ma con una frequenza dei battiti e un martellamento in costante crescendo. C’è spazio anche per la più abrasiva Pattern Walks: distorsioni e riverberi che sfociano in un finale strumentale dilatato allucinogeno (perché le buone abitudini è bene che permangano) e che mi riporta col pensiero ad Attack On Memory. No Thoughts, che spazza via tutto con la sua irruenza e ferocia, si muove sulla linea generale del cd e così anche Giving Into Seeing che riprende alcuni elementi di Attack On Memory (vedasi ancora una volta le ben sviluppate parti strumentali e i versi declamati, più che cantati, come fossero slogan). Si conclude con quello che è stato il primo meraviglioso estratto dal cd, I’m Not Part Of Me, che forse rappresenta il ponte di congiunzione con i primi lavori dei Cloud Nothings, solcato ancora da sferzate di pop, adolescenziale se vogliamo, fresco e catchy.

A mio parere decisamente giusta la scelta delle 8 tracce: è un cd fatto per essere consumato e goduto istantaneamente, che non deve dar tempo di pensare a quanto tempo sia trascorso o a quanto manchi ancora alla fine della canzone. Un album che non ammette attimi per riprender fiato, che non ammette momenti di calo o di stallo.
Un cd e in generale una band, i Cloud Nothings, che quando li ascolto non mi fanno mai domandare: “Sì ma l’originalità?”, forse perché questa presunta mancanza viene ben compensata dalle tante qualità che Dylan Baldi, TJ Duke e Jayson Gerycz sanno mettere in ballo. E allora la domanda posta all’inizio perde di senso quando si ha davanti “semplicemente” un buon cd, ben fatto, e quando quello che entra nelle orecchie non è solo aria fritta camuffata da figaggine di legno e hype.

8/10


Mari

Saturn Song – Beach House

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Ve la ricordate la compilation “spaziale” della quale avevamo parlato in occasione del nuovo pezzo di Youth Lagoon? Se la risposte fosse negativa posso capirvi, qui potrete rinfrescarvi la memoria.
Ripeschiamo quella compilation perché dopo la pubblicazione di Worms di Trevor Powers, di Always Forgetting With You (The Bridge Song) degli Spiritualized, arriva anche il contributo dei Beach House con Saturn Song. Avete proprio letto bene, sono tornati i Beach House, i fautori di quella forma odierna di dream-pop tra le più compiute e riconosciute: atmosfere evocative, elevate, oniriche ed incantate e Saturn Song non si discosta dallo stile solito della band. Provare per credere

Qualcosa forse cambia in questo caso: eccesso di pallosità all’orizzonte…

Mari